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  • Continua l'impegno per i giovani sul territorio
  • Comunità alloggio di Torre Pellice
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    Quest’estate il Sinodo valdese aveva affrontato "di petto" la situazione della Comunità alloggio di via Angrogna a Torre Pellice. La struttura, che può ospitare fino a 11 ragazzi in situazioni problematiche, siano queste dovute a problemi famigliari o a violenze subite (e spesso le cose coincidono), da tempo non vedeva più i propri posti completamente occupati. Segno - qualcuno aveva sottolineato - di un venir meno della "richiesta", non certamente della qualità della struttura. Di questo il Comitato di gestione e la Csd sono certi, anche perché facendo un rapido giro di orizzonte nel Torinese, da dove provengono per la maggior parte i ragazzi e le ragazze ospiti della Comunità, si vede come siano aumentate le Comunità negli anni e come sempre più i Servizi siano orientati per scelta educativa, ma anche economica, a tentare la via dell’affidamento in famiglia piuttosto che quella della Comunità. Scelta, là dove è posibile, da non scartare - sottolinea Marco Armand-Hugon, presidente della CSD - ma che rende difficoltosa a sua volta la scelta di mantenere aperta una Comunità che in questi ultimi mesi ha ospitato solo più 4 ragazzi e le cui prospettive sono quelle di mantenere la sua "occupazione" su questi livelli.
    La decisione del Sinodo era stata quella di dare mandato alla Csd di prendere in considerazione la chiusura della Comunità alloggio entro giugno 2011. Vista la situazione che non dava nessun tipo di segnale di inversione di tendenza ma anzi la confermava - dice Armand-Hugon - abbiamo deciso di accelerare i tempi pensando a una chiusura della Comunità alla fine di gennaio, avendo anche predisposto, con i Servizi sociali, un percorso nuovo per gli ultimi ospiti presenti nella struttura. Ovviamente anche per le persone che svolgevano il loro servizio alla Comunità abbimao pensato un percorso di ricollocazione nelle nostre strutture della zona, non lasciando nessuno di loro per la strada.

    Insomma con un po’ di tristezza la storia della Comunità alloggio, iniziata in qualche modo nel 1858 con la nascita dell’Orphelinat e poi continuata nel 1974 con la sua trasformazione in quella che era "in nuce" la Comunità attuale, sembra chiudersi. In realtà - dicono alla CSD e al Comitato di gestione della struttura - non è così. L'impegno con i giovani prosegue e anche i "muri" di via Angrogna. dove ha sede la Comunità, non rimarranno vuoti. Questa almeno è la speranza e soprattutto la direzione del lavoro che in questi mesi la Csd e il Comitato hanno fatto. Il Sinodo nel suo atto aveva anche parlato di continuare lo studio di possibili nuovi progetti e questa è stata la direzione intrapresa.
    Abbiamo lavorato sull'idea di sviluppare una serie di progetti sul versante della "prevenzione"del disagio - spiegano in CSD - e attualmente abbiamo già avviato da un lato un progetto di animazioni per i ragazzi e le ragazze del territorio nei periodi in cui le scuole sono chiuse e stiamo predisponendo con la Comunità montana, che ha anche deliberato in materia e si spera anche in un finanziamento Provinciale, un altro progetto che sarà di avviamento al lavoro per i giovani con periodi di training in nostre strutture o in imprese artigiane.
    Queste però sono tutte attività che si svolgeranno "lontano da via Angrogna", ma della struttura che sarà? Rimarrà vuota? Speriamo proprio di no - dicono ancora in CSD - stiamo lavorando anche qui con i Servizi della Comunità montana alla creazione di una piccola "casa" che dovrebbe accogliere disabili lievi del territorio. Un progetto impegnativo, strutturalmente e quindi anche economicamente, che richiederà tempo per essere realizzato ma su cui crediamo, così come pare credere anche la Comunità montana che è promotrice con noi dell'iniziativa.

    Insomma la tristezza, inevitabile, per la chiusura sembra lasciar spazio al continuare l’impegno e l’investimento per il territorio. Un impegno che continua verso i giovani e verso l’handicap (la Comunità alloggio è legata da tempo all’Uliveto di San Giovanni che si occupa di disabilità gravi e gravissime). Un modo per guardare al contesto in cui si opera e cercare, là dove e se possibile, di adeguare il proprio servizio ai bisogni che di volta in volta emergono.

    Articolo di Davide Rosso tratto da Riforma - L'eco delle Valli Valdesi, n. 4 del 28 gennaio 2011

     

    Si riporta anche il comunicato della CGIL inerente la chiusura della Comunità alloggio:

    Purtroppo la CGIL FP, che rappresenta le lavoratrici e i lavoratori impiegati presso comunità alloggio di Torre Pellice, ha dovuto prendere atto e constare che i problemi che hanno colpito da alcuni anni a questa parte molte comunità  per minori presenti sul territorio provinciale, hanno colpito anche  la storica Comunità di Via Angrogna. 
    I problemi derivano da una diversa politica di supporto e sostegno ai minori in situazioni di difficoltà che punta sempre più su affidi famigliari creando conseguentemente una lenta  e costante  diminuzione degli inserimenti in comunità.
    A fronte di tale circostanza e valutato con la CSD e COV che la situazione economica della Comunità Alloggio risultava per loro insostenibile, abbiamo concordato e convenuto, a fronte anche di un più ampio progetto che prevede al proprio interno l'imminente riconversione dell’attuale struttura in comunità per Disabili Lievi, una ricollocazione lavorativa, di tutte le operatrici e operatori ad oggi impiegati, presso altre strutture COV.
    Tale circostanza, nonostante il rammarico iniziale dovuto alla chiusura,  ha visto CSD, COV e CGIL FP impegnate, ognuna nei propri ruoli, ricercare soluzioni condivise che hanno portato alla sottoscrizione dell’accordo che in prospettiva della riconversione potrebbe garantire, oltre al mantenimento del dato occupazionale, un futuro incremento di posti di lavoro ed un rilancio di una realtà che fin dal 1858 ha sempre avuto un'importante ruolo sociale per Torre Pellice e la Valle.

    Per CGIL Funzione Pubblica Torino
    Andrea Ferrato
     

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