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  • I membri di Eurodiaconia alla foresteria valdese di Firenze
  • Annual General Meeting, Eurodiaconia 25 - 27 maggio 2011
  • appuntamenti
    Nel corso dell’Assemblea generale di Eurodiaconia tenutasi a Firenze dal 25 al 27 maggio 2011 le delegazioni delle Diaconie europee presenti hanno provveduto ad eleggere il nuovo Consiglio direttivo di Eurodiaconia.
    Attualmente il «board» è composto dal finlandese Jarmo Kökko, dall’italiano Davide Rosso, dalla ceca Romana Belova, dalla tedesca Maria Loheide e dal danese Jens Aage Bjorkoe che guideranno Eurodiaconia per i prossimi 4 anni.
     
    Nella foto da sinistra il rappresentante uscente, dopo sette anni di servizio, della Csd-Diaconia valdese nel Consiglio, il diacono Marco Jourdan, e Davide Rosso, vice presidente della Csd-Diaconia valdese eletto dall’Assemblea fiorentina nel nuovo Consiglio di Eurodiaconia.


    Chi sono i marginali in Europa oggi
    di Davide Rosso
    "Chi sono i marginali in Europa oggi". Partiva da qui la XVI assemblea generale di Eurodiaconia, la federazione di 34 organizzazioni delle chiese impegnate nei servizi sociali e afferenti all’area protestante europea, che si è tenuta dal 25 al 27 maggio scorso al Gould di Firenze.
    L’assemblea, co-organizzata dalla Csd-Diaconia valdese membro della federazione, aveva per titolo "Povertà senza frontiere" e nella 3 giorni è stata caratterizzata oltre che dal convegno della mattina di giovedì 26 (relatori: Niccolò Rinaldi parlamentare europeo, Alga Barbacini, diacona della chiesa valdese, Zuzana Filipková, direttrice della diaconia della Slesia e Freek Spinnewijn, direttore della Federazione europea delle organizzazioni che lavorano con i senza dimora) anche da uno scambio intenso fra le 24 delegazioni presenti.
    Dopo gli interventi dei relatori l’assemblea si è divisa in gruppi provando ad approfondire i temi trattati. La "povertà", è apparso subito chiaro, non è definibile su criteri puramente economici. "Essa - si è detto - passa attraverso l’esclusione, la marginalizzazione, l’impossibilità di avere una casa. Nuovo "povero" è anche chi è "diverso sessualmente", le madri sole, i rom, i carcerati, chi non ha protezione legale, chi non ha diritto di avere un’opinione perché "non ha una storia alle spalle"".
    Di fronte a tutto questo però quale è il ruolo dell’Europa? "A livello europeo - hanno detto i partecipanti all’assemblea - occorre che si cominci a ragionare rispetto alle povertà non più in termini "verticali ma orizzontali". "L’approccio non deve essere "dall’alto e settoriale", ma includere nella programmazione le varie parti in "gioco" producendo politiche che tengano conto delle varie sfaccettature della povertà". Un approccio orizzontale che stenta a realizzarsi "benché a livello europeo la direzione indicata sia già quella della partecipazione". Ma non bastano buone leggi, occorre poi applicarle.
    Dall’assemblea, che ha nel prosieguo dei lavori affrontato prospettive particolari da cui guardare la povertà (minori, migranti, economia sociale, disoccupazione...), nascerà un documento che verrà consegnato alla Commissione e al Parlamento europeo che in questo periodo stanno lavorando proprio su queste tematiche. Un modo per dare un contributo alla costruzione di politiche europee che siano più efficaci, e farlo cercando di eliminare le ancora grandi differenze nell’offerta dei servizi fra i paesi europei.

    Da Riforma-L’eco delle valli valdesi del 3 giugno 2011

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